Alba sulla Colma di Sormano

In programma dal 20 Aprile scorso, rinviata più volte per vari motivi, finalmente ieri siamo riusciti a portare a termine l’ascesa alla Colma di Sormano con l’obbiettivo di concluderla prima che il Sole sorgesse.

Un chilometraggio simile, ma con un dislivello maggiore di quasi 400 mt, ci ha costretti ad anticipare la partenza rispetto all’orario fissato per la Ghisallo 1.1. E’ vero anche che l’Alba, in circa un mese, ha anticipato la Sua comparsa di 26 minuti, dalle 6:10 dello scorso 14 Aprile, alle 5:44 di ieri 5 Maggio.

Uno nostro studio approfondito (??) delle montagne ad Est della Colma, ci aveva convinto che il Sole poteva sbucare non prima delle 6:10/6:15, tempo necessario per oltrepassare le cime del Culmine di Val Cava e del Monte Resegone.

Cusano-Erba

Partenza alle 3:49 i soliti noti, io e Franco, prendiamo subito un buon ritmo per cercare di “limare” il più possibile il tempo necessario per l’avvicinamento all’inizio della salita. La temperatura è gradevole, ed addirittura non serve indossare ne antivento ne guanti lunghi, in 1 ora e 19 minuti siamo ad Erba.

Verso il Segrino

Subito dopo il lungo sprint su Erba, partito dalla prima asperità di Inverigo, e concluso alla rotonda alle porte Erba, rifiatiamo qualche minuto per iniziare la lunga salita che ci porterà in vetta alla Colma.

Al contrario di quelle che erano le previsioni, il cielo si presenta senza nuvole minacciose, confortandoci sul fatto che una volta in cima, ci attenderà una magnifica visuale sull’intera valle e su parte della Pianura Padana.

Ma bisognerà arrivarci prima……

Inizia la Colma

Che fosse una giornata “ni” lo avevo già capito alle porte di Erba, ma che diventasse un “NO” definitivo l’ho realizzato percorrendo il facile tratto di salita che porta al Lago del Segrino. Adeguandomi subito alle brutte sensazioni che ricevevo dal mio stomaco, cercavo di salire il più agile possibile, senza forzare il tronco superiore, ne schiena ne addominali, facendo lavorare le sole gambe. Questo mi ha aiutato in parte ad arrivare sino al bivio con il Ghisallo, dove inizia le vera salita per Sormano. Appena voltati, le pendenze tra il 7% e l’8% hanno infierito ancor di più sulla mia precaria situazione.

Franco qualche minuto prima: – Mi raccomando, tu sali del tuo passo, non mi aspettare, ci vendiamo in cima per fare colazione insieme. (Mai previsione fu più sbagliata!)

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La mia situazione non migliorava, anzi, erano sempre più prepotenti i segnali che mi arrivavano dallo stomaco, nausea e gambe vuote gridavano “fermati”, ma più testardo di loro, decisi di continuare a stare in sella, limitando la minimo lo sforzo fisico utilizzando il rapporto più agile ad una velocità molto vicina allo zero.

Mi sono anche detto: Ma come?! Dopo aver rinviato più volte l’appuntamento, dopo esserci svegliati alle 3 del mattino per arrivare in Colma prima dell’Alba, dopo aver stressato i famigliari con i nostri orari da pazzi, dobbiamo abbandonare per una banale nausea a pochi km dalla vetta!?! Non penso proprio.

Utilizzando tutte le tecniche di autoconvincimento che conoscevo, le ho applicate in serie, in attesa che passasse il fastidio.???????????????????????????????

La prima fu distrarmi, distogliere l’attenzione per concentrarsi su qualcosa di più piacevole, aiuta molto di più di quello che si pensi. Mi è bastato alzare lo sguardo, paesaggio incantevole, e per qualche minuto mi sono scordato il morso allo stomaco.

Ma aimè non è durato tantissimo…. subito dopo sono passato ad ottimizzare ogni mio singolo movimento cercando ad ogni pedalata di arrotondare al meglio il movimento delle gambe, di riposizionarmi nel modo migliore sul sellino, evitando di forzare i muscoli del collo e delle spalle, spostando le mani sul manubrio per cambiare l’angolo dei polsi, di tutto e di più per non far riaffiorare il dolore allo stomaco…

Nel frattempo la strada sotto le ruote scorreva lenta, ma scorreva!

Altra tecnica molto utilizzata in queste fasi di crisi, è l’analisi scientifica della salita, dividere i tratti più facili da quelli più impegnativi, ricordarsi dove è possibile rifiatare perergo poi affrontare i tratti più duri, valutare la distanza al prossimo tornante e così via, aiuta certo a guadagnare tempo ed  a macinare strada.

Più di una volta mi sono chiesto come fanno i mitici delle Ultra-Randonnee a portare a termine sfide di oltre 1000 km senza grosse difficoltà, ma soprattutto a superare crisi simili alla mia che devono a volte affrontare. La risposta arriva sempre da quanto si è forti mentalmente, o meglio, quanto la propria forza di volontà ci impone di proseguire, senza di quella, aimè, non si riuscirebbe nemmeno ad uscire di casa, a detta di qualcuno…. Ed io stavo vivendo proprio quella fase, non era il mio corpo a salire verso la Colma, ma era la mia Mente che imponeva di farlo!

Alba

Ancora lunga è la strada verso la vetta, ma puntuale alle 6:12 i primi raggi di Sole iniziano ad illuminare il culmine più alto del Passo.

primi raggi sul Passo

primi raggi sul Passo

Questo significa che ho perso la sfida contro il Sole, ma sono vincente contro la nausea, cosa che forse mi rende orgoglioso per non aver ceduto alla facile scorciatoia dell’abbandono.

L’ultimo tratto è forse il più spettacolare, chiamato anche Cresta, concede al ciclista una vista sull’intera Valassina ed una parte della pianura padana.

Pochi metri e finalmente arriviamo al Passo, soddisfatti ancora una volta di aver portato a termine un’altra piccola avventura in una giornata altrettanto bella. Ammirando il paesaggio dalla terrazza a strapiombo sulla valle, ci fa compagnia l’eco della voce di un Sacerdote che alle 7:00 di domenica mattina sta recitando il Rosario con i suoi fedeli, in una delle chiesette presenti nel fondovalle.

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Foto di rito e doppio giro di strudel al bar ristoro del Passo Colma di Sormano.

Veloce discesa verso Erba, decidiamo di prendere la via diretta per casa. Incrociamo centinaia di ciclisti sul lato opposto della strada, certi che nessuno di loro possa immaginare che i due dall’altra parte siano in bici da oltre 4 ore….. ma questo è un nostro piccolo segreto….

9:30 tagliamo il traguardo di Cusano milanino.

Appuntamento alla prossima, forse Valcava o forse Alpe del Viceré, questo si vedrà.

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Alba sul Ghisallo

Alba.
Esiste un lasso di tempo che dura al massimo 3-7 minuti, dove si ha la netta percezione che il nostro Sole stia entrando in scena, diffondendo tutta la sua Luce, senza arroganza, ma solo con piccoli e delicati passi che trasmettono semplicemente “Vita”.
Beh, per quei 3-7 minuti sono disposto ad alzarmi anche prima del Gallo tutte le mattine che posso, perché goderne, non ha prezzo…
Anche per questo che mi sono inventato uscite con partenza tra le 3 e le 6 del mattino, ripercorre tutte le strade già macinate nel passato, ma in versione ”notturna”, potrebbe diventare il lite-motive del mio 2013.

Ghisallo 1.0
Il 7 Aprile scorso avevamo in programma l’ascesa al Ghisallino (versante facile da Barni).
Partenza alle 4:00 da Cusano, io e Franco ci siamo resi conto da subito che non era giornata…
Alle porte di Erba l’incontro col Dio Giove, non ci dava nemmeno il tempo di trovare riparo prima di ritrovarci inzuppati ed infreddoliti da una pioggia “bagnata” e fredda, purtroppo…

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Costretti ad abortire il tentativo, abbiamo ripiegato con un cafferino al self service vicino alla stazione di Erba per poi ritornare mestamente verso casa.

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Coffee break

 Sulla strada del rientro, allo spiovere, abbiamo poi deciso di effettuare una piccola deviazione su Monza per immortalare l’avventura “mozza” con una foto sotto il Duomo, Custode della Corona ferrea.

Ghisallo 1.1
14 Aprile
Al contrario del tentativo precedente, dalla nostra avevamo tutte le agenzie meteo del Mondo, sicuri in una domenica all’insegna del sereno abbiamo deciso di riprovarci.
Grazie anche ad un sabato con temperature al di sopra di medie primaverili, scegliere un abbigliamento a strati e più leggero è stato perfetto, evitando così eccessive sudorazioni che avrebbero potuto regalarci brividi di freddo causati dal sottomaglia bagnato.
Confermata la partenza alle 4:00, ci accorgiamo che, anche un paese relativamente piccolo come il nostro, c’è sempre un minimo di movimento, chi rientra dal “seratone”, chi non riesce a dormire perché ha esagerato a tavola, oppure chi insonne si spara 4 ore a rullo di Film sulle arti marziali orientali, duelli infiniti ricchi di interminabili pause di silenzio, la maggior parte delle volte senza sottotitoli ed in lingua originale….

Ritmo perfetto sino ad Erba, dove inizia l’ascesa al lago Segrino.
Passato Canzo, alla stazione di Asso ci accorgiamo che il Bar è già aperto, incredibile! coffee break stile drive-thru non guasta.
Si riparte nel giro di 2 minuti, la strada riprende a salire sino al bivio con l’altra ascesa che sarà nostra preda a breve, la Colma di Sormano.
Tutto gira al meglio, si avvicina il “magico” momento che ho descritto prima, quei pochi minuti che pretendono l’assoluta dedizione e concentrazione per poterne godere al meglio.

DSC02302Siamo alle portedi Barni, paesino ai piedi del Ghisallo, ma anche all’inizio dell’erta finale per il Santuario dedicato al Ciclista. Subito il rapporto più agile, non devo certo fare il “tempo”, e comincio la mia migrazione mistica verso l’Alba… giusto qualche centinaio di metri ed una famiglia di caprioli mi attraversa la strada, destinazione tana, credo, al rientro dopo aver fatto visita alla periferia del paese per recuperare viveri o dopo essersi dissetati alla fontana d’acqua di San Luigi, acqua proveniente dal vicino Monte Gerbal (San Primo).
Al cartello di Magreglio è già tutto finito, è inutile tener accese le luci, il nostro Sole ha già accarezzato la Valassina coi suoi primi dardi di luce, donandoci un giorno ancor più bello di quello che se ne è andato qualche ora prima.

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Ogni volta che raggiungo la chiesetta del Ghisallo mi ritornano in mente le leggendarie sfide degli Eroi pionieri del nostro sport, Coppi Bartali Magni per dirne alcuni, ma anche, il ricordo della mia vita passata sulle biciclette, da quella con le rotelle, a quella da cross, da quella piena di adesivi, a quella ricoperta da decine di strati di colore perché ogni giorno era bello cambiarle abito, dalla Lupo che mi regalò mio Padre, a questa che uso oggi, forse la mia più “esclusiva” delle biciclette, non campionessa in leggerezza, ma sicuramente Top-Model in eleganza.

la mia Top-Model

la mia Top-Model

Santuario della Madonna del Ghisallo

Santuario della Madonna del Ghisallo

DSC02313

Foto di rito come da programma ufficiale, ci concediamo un’altra pausa a Bar appena sotto la Colma del Ghisallo, per divorare una coppia di Brioches accompagnate da un caldo latte macchiato.
Discesa sino ad Erba, deviamo per Alserio per poi rientrare a casa attraversando Fabbrica Durini, Mirovano, Arosio e giù giù sino a Cusano.
Ore 9:00 si timbra il rientro a casa. 100 km in 4 ore e 20 min effettivi di marcia, 5 ore totali.

dimenticavo..

Ciao Nini

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DE ROSA TITANIO – XTRACYCLE

11 Febbraio 2012 ore 12:38

Qualcosa cambiò nella mia vita.

Nacque Stefano, il mio primo figlio, e solo oggi, a distanza di oltre un anno, ho realizzato che effettivamente qualcosa è cambiato…

Il cambiamento non riguarda solo “qualcosa”, ma riguarda tutta la mia vita, dalle 00:00 alle 23:59 di ogni giorno, di ogni settimana, di ogni anno !!

Che dire….. Perché non prima!!!

Perché molto probabilmente non sarebbe arrivato Stefano.  😉

semplice….

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Da buon Padre di famiglia, ritengo che le priorità per trascorrere al meglio il Tempo libero con l’Erede siano la predisposizione adeguata dei mezzi di trasporto.

Quindi macchina, moto e bici! Altro che culle passeggini o navette varie…

Auto. Fatto

Moto. E’ presto

Bici. Dal giorno che siamo venuti a conoscenza del sesso che ci sto lavorando sopra…

Spulciando per internet, soluzioni per portasi appresso i bambini se ne trovato a centinaia, ma il mio obbiettivo però era conciliare la passione per la bici da corsa con il trasporto in sicurezza di Stefano.

Inizialmente stavo perseguendo la strada del carrellino al seguito, trainato da una qualsiasi bici, ma lo reputavo, e lo reputo, troppo ingombrante per il traffico del nord Milano.

La soluzione easy poteva essere il seggiolino sul manubrio, ma dove montarlo su un attacco DEDA zero-100 da 130 mm!?

Quasi rassegnato ad accantonare provvisoriamente il progetto, come ultima chances ho provato a controllare cosa offriva il mercato americano, insomma cosa gli hippie a stelle e strisce utilizzavano come Vw T1 a due ruote.

t1

CENTRO!

Kit Xtracycle cargo bike soluzione geniale per trasformare qualsiasi telaio in una bicicletta da lavoro o Family style. Il suo utilizzo non pretende modifiche permanenti ma soprattutto non ci si deve accontentare di soluzioni sì comode, ma con componentistica di discutibile qualità.

A questo punto il problema era trovare chi in Italia ne capisse qualcosa.

A sorpresa mi sono accorto che non pochi nel nostro Paese già conoscevano il prodotto. Inoltre ho avuto anche la fortuna che uno dei rivenditori Xtracycle fosse Ciclistica di Milano (http://www.ciclistica.it/), Marcello & Company già compari di mitiche avventure per le strade bianche sulle crete senesi (Eroica), oltre ad un Importatore, Veloplisse (www.veloplisse.com ), già sul pezzo da tempo.

Smarcato chi mi fornisse e montasse il set Xtracycle, dovevo solo decidermi cosa metterci davanti.

Mi sono detto: perché non osare! Montare il kit su una qualsiasi bici da corsa sarebbe stato “normale”, la mia intenzione era anche provocare!

Provocare gli altri neo-papà mettendoli a conoscenza del prodotto geniale di xtracycle, ma anche provocare gli pseudo puristi ciclisti della domenica che girano per le mie zone, allergici a tutto ciò che non è “Carbon” o a tutto ciò che supera il peso massimo di 6,8 km (Bici completa), per poi fermarsi al bar e scofanarsi un paio di brioches al cioccolato…. Ma questo è un’altra storia.

Tonando a noi, innamorato perdutamente del metallo più nobile, il Titanio, ho deciso di mette insieme il Top del telaio, con il Top del gruppo, con il Top delle ruote, associato al kit Xtracycle.

Il risultato:

De Rosa Titanio

De Rosa Titanio

Xtracycle

Xtracycle

Telaio De Rosa Titanio

Gruppo Campagnolo Record 10 spd

Ruote assemblate con cerchi Mavic Sup 32 fori  su mozzi Record silver 10 spd

Coperture Vittoria Randonneur 35 post, 28 ant.

La versione in foto montava una Cosmic anteriore perché ancora in fase di sperimentazione.

Oggi posso dire di aver finito il progetto con la sostituzione dell’anteriore con la sua Record 32 fori ed il montaggio del seggiolino OkBaby con pivot sul piantone sella. Soluzione che ho preferito perché in parte ammortizza le asperità della strada, evitando bruschi colpi alla schiena di Stefano, e posteriore perché trovo che sia la soluzione più sicura in caso di incidente, meglio che mi faccia male io prima del bimbo!

Test drive

Quale occasione migliore se non provare il De Rosa Xtracycle in una Randonnee?

Detto fatto, il 27 Gennaio scorso ho partecipato alla RandoMerla organizzata dalla mia Società 1001MISAV (www.1001migliaitalia.it). Sulla distanza di 100 km, il percorso si sviluppava percorrendo in parte la valle Olona per poi arrivare sul lago di Varese, giro attorno al lago e rientro a Nerviano.

Ho preferito partire da casa con la bici, arrivando a Nerviano in tempo per “salpare” con i soliti compari d’avventura, anche perché volevo prima entrare in sintonia con la limusine durante il trasferimento Casa-Nerviano.

Sensazioni

Sul dritto mi ha stupito positivamente, alcuna differenza con un Corsa tradizionale. Sul misto veloce e/o discesa non ho riscontrato problemi di stabilità. Se proprio dobbiamo trovare difetti, beh, le inversioni sullo stretto mettono in evidenza il lungo carro de l’Xtracycle,  mentre il maggior peso della bici si fa sentire anche che su salite poco impegnative. (suggerisco quindi soluzioni con tripla sul plateau).

Da allora però, il mio “mostro” giace in Box, in attesa che questa “Maledetta Primavera” (Goggi – Sanremo 1981), sbocci definitivamente, e ci dia la possibilità di pedalare in un clima decisamente più mite.

Spero a breve nel battesimo con Stefano al seguito e, perché no, con la Mamma seduta sul Rack!

Nel frattempo, incrociamo le dita, e ci si vede per le strade del Monto!

Max

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MicroRando in Centro a Milano

Bikemi -Dicembre 2008

Ricordo benissimo quei giorni quando per il Centro di Milano si iniziavano a vedere le prime installazioni delle stazioni di Bikemi, e ricordo la mia totale convinzione che la loro fine sarebbe stata identica alle loro “nonne Pillybike”,  simpatiche Grazielle gialle messe a disposizione dell’allora Sindaco Pillitteri, biciclette che durarono non più di 24 ore, per poi sparire nei più improbabili garage e cantine degli onesti abitanti milanesi….. l’iniziativa si chiamava : “Due ruote è bello” (1987)

Oggi a supporto, o meglio, a controllo dell’onestà di tutti noi, è arrivata la tecnologia, dove grazie ad un tesseramento collegato alla propria carta di credito, al servizio on-line presente nelle torrette/stazioni,  è veramente difficile far sparire una delle loro bici senza lasciare traccia.

pittogramma_bici

Le biciclette stesse sono fatte di un’altra “pasta” rispetto alle mitiche “Pillybike”.

Robusto telaio in acciaio, trasmissione nascosta dal sistema a cardano, tre velocità per soddisfare tutte le esigenze, cestino e luci, perché essere ancor più visibili aiuta la sicurezza dell’utente.

E’ inoltre apprezzabile l’organizzazione che sta dietro, rifornimenti continui di biciclette nelle stazioni momentaneamente sprovviste, controlli meccanici sistematici sulle bici, servizio online e telefonico sempre attivo.

Pur essendo un pendolare, ed abitando nell’hinterland di Milano, ho deciso comunque di farmi la tessera Bikemi. Dall’autunno scorso , da quando sono diventato “Socio”, posso dire di averla utilizzata almeno una volta a settimana, sempre per brevi spostamenti, o per effettuare, all’interno della pausa pranzo, commissioni di vario tipo.

Ho anche allargato notevolmente il raggio d’azione per il pranzo, dandomi la possibilità di svariare sia per tipo che per prezzo, soprattutto per prezzo….

Il sistema è semplicissimo, alla stazione di biciclette, si avvicina la tessera alla torretta/terminale, viene così visualizzata il numero della postazione della bici “liberata” e via, per la prima mezz’ora gratis, poi un canone ridicolo di meno di un Euro all’ora.

Arrivati a destinazione, si riconsegna la bici in una delle postazioni libere, ed il servizio online blocca la bici al posteggio ed aggiorna i tuo profilo in real time.

Null’altro.

Nel mio ufficio siamo in due/tre ad utilizzarla, e sperando in un arrivo di Primavera ormai prossimo, ho già pensato di organizzare “Micro-Randonnee” all’interno della cerchia dei Bastioni, con punti di controllo “segreti” e ristori di vario tipo enogastronomico. (scherzo)

La formula sarà semplice, nessun Roadbook, nessun tracciato Gps, tempo massimo 69 minuti sempre e comunque.

Una prima mini-rando pilota è stata disputata il 14 Marzo, tracciato piatto senza insidie che meritino nota.

Partecipanti 2.

Stazione di Duomo

Stazione di Duomo

Partenza Piazza Duomo, direzione Ovest verso Castello Sforzesco, sterrato attraversando il Parco Sempione per arrivare al ristoro di Piazza Sempione (Arco della Pace), rientro percorrendo lo stesso tragitto in direzione opposta. Tempo Totale 58 min.

Arco della Pace

Arco della Pace

Totale brevettati : 2

Il secondo brevettato

Il secondo brevettato

Aggiornamenti sull’argomento nei mesi futuri.

Max

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De Rosa Porter 1.0

.. Visto che hanno eletto il Papa, perchè non venire in ufficio in bici!?

grazie al Tempo che forse ci concederà una breve pausa, tra un temporale e l’altro, stamattina ho deciso di venire al lavoro con l’ultima nata:

De Rosa crono con Campagnolo tripla e Bike Porter – Copenhagen Parts.

Dalla casa a Piazza Duomo, il percorso non è dei più tranquilli, è vero anche che la maggior parte del tracciato è su ciclabile, quindi parzialmente al riparo dal traffico del mattino.

Arrivato in Centro, ovviamente, sosta al “Drago verde” di Piazza Duomo, tappa obbligata  ogni volta che si passa in bici da queste parti.

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Drago verde in Piazza Duomo

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Porter by Copenhagen Parts

…Tornando all’evento storico,

God Bless Francisco

Max

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10 marzo – Crono individuale Cusano – Erba

Ore 6:05

Appena fuori dal Box la sensazione che la temperatura sia dalla mia è già cosa più che lieta, forse la nebbia poteva rimanere a letto e dormire un poco di più…

La squadra dimezzata, io solo, Franco era ai nastri di partenza della RandoLario, parte per una prova contro il tempo sulla personalissima cronometro Casa-Erba.

Il percorso, forse il più classico delle mie uscite, ripercorre strade macinate fin da quando ero bimbo, traguardo di pedalate fatte in sella alla mia mitica Lupo in compagnia di Papà, Zio e gregari vari.  La sosta era obbligatoria al Bar pasticceria di via Volta, ed una volta rifocillati, un saluto veloce ad Ornella e Franco (ai tempi Erbesi), per poi riprendere la strada per casa passando sul fianco del lago Alserio.

Oggi, il percorso ha subito minime modifiche, in primis il differente punto di partenza, non più Milanino ma Cusano, e sulla strada qualche rotonda “europea” in più, null’altro.

Sono 32,10 km con un dislivello di 370/400 mt. Una lunga lieve ascesa (1-2-3%) sino alle porte di Lurago d’Erba, per poi affrontare in sequenza strappetti falso-piani e discese che portano al traguardo di Erba.

È evidente che l’itinerario possa sembrare facile e banale, ma la distanza dei 32 km aiuta ad analizzare meglio tra loro i vari tentativi di cronometro.

Il mio best time risale al 2011 con il tempo di 1 ora 04 minuti e qualche secondo.

Oggi , il cronometro si è fermato a 1 ora 17 minuti e 23 secondi, abbondantemente sotto ad una media di 25km/h, contro i 30km/h del mio record. Le cause sono evidenti, poca preparazione, tonicità muscolare ancora sofferente dall’incidente al malleolo, kilometri percorsi da inizio anno ridicoli.

alle porte di Erba

alle porte di Erba

Confine tra nebbia e Sole

Confine tra nebbia e Sole

Detto questo, e un bel chissenefrega! Non ce lo vogliamo mettere!

……

Riepilogando:

Sveglia alle 5 e mezza,

partenza alle 6, non c’era un cane manco a pagarlo,

la fitta nebbia e l’umidità nell’aria davano l’impressione della pioggia,

arrivo alle 7 abbondanti ad Erba, senza alcun premio per il primo classificato,

Bar/Pasticceria ancora chiuso,

ho dovuto anche pagare il meritato caffè,

Tempo di crono pessimo!

tutto questo per!?

LA FOTTUTA PASSIONE PER LA FOTTUTA BICICLETTA !!!

Molto probabile,

ma credo ci sia qualcosa di più…..

(continua)

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3 marzo 2013 – mini RandoOnno

foto

Ore 4:30

Appena fuori dal Box la sensazione che la temperatura sia dalla nostra è già cosa più che lieta.

La squadra al completo, io e Franco, partiamo in direzione Carate. Cremella e giù direzione Oggiono.

Mezz’ora di sosta causa foratura, ci becchiamo una bella quantità di freddo e ripartiamo per poi arrivare a Parè ed iniziare il lungo lago direzione Onno.

check al bivio ed ognuno affronta la salita col proprio passo.

in cima, sosta obbligata prima alla fontana del ciclista, poi al bar/Hotel di Valbrona, per una meritata colazione con giro doppio di brioches.

al bivio di Canzo, ci dividiamo, Franco direzione Ghisallo, io direzione Casa.

alle 10:00 in punto si timbra il rientro a casa.

 

 

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Premessa

Ciao a tutti,
da tempo leggo volentieri i racconti che un amico, Fabio, scrive da qualche anno sul Suo Blog, http://randonneuredintorni.wordpress.com/, raccontando le sue avventure in bicicletta.

A fine febbraio di quest’anno (2013), mi sono detto, perché non provarci anche io?

Non avrò lo stesso stile/fascino, ma col tempo potrebbe essere carino, anche solo per me,  rileggere questi racconti sulle avventure in bici, ma anche su quello che in quel momento mi passava per la testa.

Il primo di una lunga serie, spero, è giusto un test, per verificare come funziona l’inserimento di articoli e foto nel “blog” che ho appena aperto.

Il racconto è molto sintetico, forse troppo, ma spero che col tempo possa migliorare sia nella narrativa che nei contenuti delle mie esperienze.

Compatibilmente con il tempo a disposizione, vedrò di inserirne altri…. Tenendo SEMPRE presente che a Scuola, nello svolgimento dei temi di Italiano, prendevo al massimo 5!

Mettersi alla prova dove si è sicuri di uscirne vincenti è facile, accettare una sfida che ti possa mettere in crisi è molto più avvincente, anche solo nello scrivere racconti….

Un saluto, e grazie per l’attenzione.

Massimo

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Dolomiti 2006

Il Team di Dolomiti 2006

Ascesa al Passo Giau

Ascesa al Passo Giau

ascesa al Fedaia

ascesa al Fedaia

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