H2O200 – un lungo viaggio sulle vie d’acqua di Milano

duomo

Poter pedalare a fianco di Fiumi, Canali, ma anche semplici Rogge mi ha sempre stuzzicato. Il primo tentativo fu nel 2014, quando preso dall’entusiasmo per l’acquisto di una Mtb Cube, disegnai un percorso che affiancasse i fiumi presenti in Brianza, lo chiamai DarkDirTrackRando, Dark perché in notturna, durante il Solstizio d’estate, Dirt Track, perché sterrato, Rando, perché faceva randagio.

Col tempo cambiò pelle più volte per diventare quella che la Storia ricorda con il nome di Tratturi Brianzalandia, 110 km sui sentieri della Brianza, molto spesso a fianco di fiumi o laghi ma con troppi metri di dislivello per chiamarsi Gravel, quindi meglio l’italico Tratturi. Il 4 Dicembre ’16 l’edizione Zero, 62 i partenti, tutti giunti all’arrivo entusiasti del percorso, di come tutti i segmenti fossero raccordati nel modo migliore e quanto fosse bello pedalare lontano dal traffico delle auto. Anche l’atmosfera nel gruppo fu perfetta, zero competizione, nessun check point, senza limite di tempo, brindisi ad ogni Bar, insomma, pura e semplice libidine di perdersi per i boschi in compagnia di vecchi ma soprattutto nuovi amici di pedalata.

Visto il successo, anche la Tratturi ha ricevuto la sua Private Edition, così come per il Giro del Demonio, per  tutto l’anno si ha la possibilità di recuperare la traccia GPS e seguirla quando si vuole, senza dover aspettare un’intero anno per partecipare al prossimo evento.

Il sogno di pedalare a fianco dei corsi d’acqua però era in parte realizzato…

Milano e i suoi canali…

Spulciando su internet si trova parecchio materiale che racconta la Milano che non c’è più, la rete di Navigli, i canali al servizio dei grandi poli industriali, ma soprattutto i corsi dei Fiumi che loro malgrado hanno subito la prepotenza di una Metropoli in piena espansione, deviazioni , interramenti o addirittura condanne a morte, trasformati a semplici fosse al lato delle grandi vie asfaltate.

Grazie all’EXPO ed al tema che ha animato i sei mesi dell’Esposizione Universale di Milano, la città ha riscoperto le sue origini, quanto fosse ricca di fiumi e canali, prima a difesa di una giovane città, poi al servizio del trasporto di persone e merci, Il Duomo non sarebbe il Duomo senza l’acqua.

Con i finanziamenti arrivati per il grande evento parecchi corsi d’acqua sono stati recuperati, molte piste ciclabili inaugurate e interi quartieri abbandonati al degrado, bonificati, restituendo così ai milanesi una città più umana, più verde.

In questo contesto l’idea di disegnare un percorso inedito per la nuova Milano era quasi un dovere. Totale assenza di salite, non è questa l’occasione di morire su rampe malefiche, limitare il più possibile l’uso delle strade, cercando, spulciando e sfruttando al massimo le ciclabili, ma soprattutto, un omaggio alle Vie d’acqua che nei secoli hanno fatto grande Milano, su tutti i Navigli.

Punto di partenza ed arrivo Piazza Duomo, il centro assoluto della città, poi la Darsena, chiamata anche il Porto di Milano, il Naviglio Grande, il primo dei canali milanesi, ma anche i Fiumi che quotidianamente riforniscono i canali diretti a Milano, Ticino ad ovest e Adda ad Est. Con queste premesse, il percorso è già pronto, dal Duomo verso Porta Ticinese, poi al fianco del Naviglio Grande sulla ciclabile sino le chiuse di  Turbigo, da qui a lato del Canale Industriale, detto anche Canale Vizzola, si raggiungerà le dighe di Tornavento  prima e di Panperduto poi, punto più a nord/ovest del percorso. Questo luogo incantevole è anche il punto dove il Villoresi riceve l’acqua dal Ticino. Allora perché non percorrerlo per tutta la sua lunghezza? Questo darà la possibilità di agganciare il secondo fiume amico alla città di Milano, l’Adda, principale immissario del Naviglio Martesana.  La lunghezza del Villoresi è considerevole, circa 86 km, uno dei canali artificiali più lunghi d’Italia, al suo fianco, fortunatamente, corre una pista ciclabile che solo per brevi tratti è interrotta, un piccolo dazio su una lunghezza del genere.

Raggiunto Groppello, con il Villoresi ormai declassato a poco più di una roggia, l’itinerario devia verso nord per far visita alla chiusa della Martesana, nel comune di Trezzo, ai piedi del Santuario Divina Maternità. L’inizio della ciclabile sull’alzaia del canale coincide anche con il punto più a Est del ring, da qui una lunga cavalcata in compagnia delle acque per rientrare verso il capoluogo lombardo.

A Cassina de’ Pomm la Martesana  scompare sotto il manto stradale di viale Melchiorre Gioia, siamo ormai nel centro di Milano. Per rendere gli ultimi chilometri più spettacolari, deviazione verso i nuovi quartieri Isola e Varesine, Bosco Verticale, Unicredit Tower, e le torri di Samsung e BNP. Triangolo rosso ai bastioni di Porta Venezia, San Babila e passarella finale lungo Corso Vittorio Emanuele.

Non è proprio un scherzo, i chilometri complessivi sono poco più di 200, quasi tutti su ciclabile, molti su strade bianche, pochi in single-track o sterrato tecnico, purtroppo ci saranno anche brevi segmenti su strada, inevitabili per raccordare un ring così lungo. Tanta ciclabile appunto, ma anche qualche passaggio che renderà l’esperienza più pepata, il passaggio sul ponte tibetano di Turbigo, ma anche lunghi segmenti su argini privi di protezione.

Solo in Private Edition

Al contrario del Giro del Demonio, Tratturi Brianzalandia e Frontaliers, H2o200 sarà solo in Private Edition, quindi in linea teorica non ci sarà una sola H2o200, ma infinite, edizione primaverile, invernale, feriale, natalizia, bagnata, innevata, notturna,  solitaria o di massa, tutte uniche, tutte con la stessa trama di fondo, l’acqua.

Anche il km Zero è personalizzabile, non è obbligatorio raggiungere Piazza Duomo per essere in Private, ogni punto è lecito per agganciarsi e seguire la traccia. Inoltre, grazie al passaggio del canale Villoresi a pochi chilometri da Milano, è possibile percorrere il giro in due tappe, una prima percorrendo il lato ovest a fianco del Naviglio Grande, una seconda lato Est in compagnia del Villoresi sino al suo tuffo nel Naviglio Martesana.

H2O200, 200 chilometri alla scoperta delle vie d’acqua di Milano, un viaggio, non una sfida.

Ti pentirai di essere partito, sarai triste quando lo avrai terminato.

Max BigA

 

Questo il link dove scaricare la traccia: H2O200.gps

 

Queste alcune immagini del mio ride test del 9 maggio scorso.

 

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2 risposte a H2O200 – un lungo viaggio sulle vie d’acqua di Milano

  1. gioriga ha detto:

    complimenti x il dettaglio illustrato. tracciato da compiere per vivere una grande avventura ciclo turistica da vero RANDONNEUR .
    fermo rigamonti

    • maxbigandrews ha detto:

      Grazie Fermo, sai bene che tutto questo è farina del tuo sacco, mi hai mostrato cosa vuol dire essere dalla parte di chi fa pedalare. Le randonneé, ma soprattutto la 1001miglia vissuta nel tuo staff, mi hanno regalato quel bagaglio di esperienza che ora mi aiuta a disegnare tracce e organizzare raduni semi clandestini.
      Grazie

      Per le foto, non vincolato alle 36 pose, ho esagerato con i click!

      A presto
      Max

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