9 Gennaio ’14 Rando Barro (7 Spose per 7 Fratelli)

randobarro

La prima uscita dell’anno è stata organizzata in meno di 10 minuti, complice un giorno a casa dal lavoro, ho deciso di sfruttare l’occasione andando a soffrire sul percorso della Rando Barro. Il percorso è uno dei tanti che mi capita di tracciare durante le mie sedute al computer sull’applicativo Openrunner,  software online che aiuta sia a tracciare che ad analizzare altimetrie e pendenze delle salite.

La Rando Barro in poche parole percorre tutte le côte della zona nord-est di #Brianzalandia, partenza ed arrivo da Cusano con l’ascesa del Monte Barro come punto più a nord. In totale le “côte” sono 7 (per questo ho aggiunto il riferimento al film del  1954, divenuto poi un classico come Musical vero e proprio), la prima, la più facile, è il Monticello, seguita a breve distanza dal Lissolo versante Missaglia-Viganò, poi Colle Brianza da Santa Maria Hoè, discesa sul versante di Dolzago, Ello per lo strappo di Villa Vergano (Alpino) e poi da Galbiate si sale al Barro. Sulla via del ritorno si affronta ancora il Colle Brianza dal lato nord di Galbiate, ed infine il Lissolo dalla parte più celebre ma anche più dura. In totale sono 105 km scarsi con 1900 mt Dsl, non male se si pensa che tutte le salite, ad esclusione della prima, hanno delle pendenze di tutto rispetto.

A differenza del solito, questa volta posso permettermi di partire un poco più tardi, alle 7:00 salgo in bici e saluto casa, decido di prendere la “Giro”, già pronta con luci e più pratica per via dei copertoncini. Il traffico è notevole e non posso rilassarmi più di tanto almeno sino ai piedi della prima, il Monticello. Pendolari, mamme che portano i figli a scuola, ma soprattutto i veicoli pesanti, mi costringono a stare all’erta ben più del dovuto, lo scotto da pagare per un’uscita feriale. Fortunatamente nulla accade, scollino la prima salita di slancio, evito di fermarmi alla fontana posta in cima, anche se avrei voluto dedicarle almeno una foto, e proseguo direzione Missaglia.

La deviazione su Missaglia  evita di pedalare sulla trafficatissima SP51, ed offre in più la possibilità di raggiungere il Lissolo dal versante meno battuto, dalla frazione di Cappelletta di Sirtori. In cima trovo il Ristorante “Il Tetto Brianzolo”, scendo senza fermarmi, le foto le avrei fatte al ritorno, arrivando così a Santa Maria Hoè. Una curiosità, anche qui, al bivio per il colle, incrocio un monumento dedicato all’Alpino, simile a quello sullo strappo di Ello. Inizia da qui il Colle Brianza, un classico per i ciclisti della mia zona, quasi 4 km di salita con pendenze mai impossibili. raggiunto il GPM svolto per Dolzago, peró prima, con la scusa di scattare una foto, mi concedo un caffè.

IMG_2482 Giusto tre minuti e sono già sulla discesa, l’umidità è quasi fastidiosa, ma fortunatamente la temperatura gradevole attenua il disagio.

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Da Dolzago si prende la provinciale 70 direzione Le Balze, questo evita di rimanere in balia del traffico della SP51 ed offre un bel panorama sino ai piedi del secondo Alpino di giornata,  quello per lo strappo su Villa Vergano. Da qui su per Villa, teatro dell’ultimo giro di Lombardia, descritto già nella mia ultima uscita del 2013.

DSC03268Archiviata la quarta “sposa” di giornata, inizio a sentire un leggero indurimento delle gambe, è normale, messo in preventivo sin dalla partenza. Decido di fare un break giù a Galbiate, latte caldo e brioches giusto per mettere qualcosa sotto i denti. Da qui si attacca la quinta côte di giornata, il Monte Barro. La salita non è durissima, affrontata però dopo le altre quattro, sarei un bugiardo a dire che non mi abbia fatto penare almeno un po’. Raggiungo con un passo cicloturistico il piazzale dove, guarda caso, mi aspetta il terzo monumento dedicato agli Alpini, un grosso cappello con penna nera posto sulla terrazza esposta ad ovest verso i laghi Oggiono Pusiano ed Alserio.

DSC03270Il tempo è ancora incerto, non vuole decidere di aprirsi, rimane una cappa di grosse nuvole che però non minacciano pioggia, ad est anche le antenne di Valcava sono in ombra, mentre ad ovest le maestose cime del Monte Rosa rischiarano al Sole.

DSC03269Riposo un paio di minuti e scatto qualche foto per poi ridiscendere verso Galbiate. Pit-stop al Bar per un espresso prima del Colle Brianza. A questo punto però mi rendo conto che le gambe non hanno alcuna voglia di portarmi a casa come vorrei, decido di salire verso il Colle con un’andatura molto più tranquilla, per risparmiare le ultime energie in vista del successivo muro del Lissolo. DSC03275Nella discesa non mi faccio mancare una foratura sull’anteriore, meglio penso, almeno recupero qualche grammo di energia durante il cambio della camera d’aria. Raggiungo Perego per voltare verso il Lissolo, l’ultima sposa per oggi! Il Lissolo è un classico nella Coppa Agostoni, una delle tre prove del trittico lombardo, viene inserita in un circuito che i ciclisti devono affrontare diverse volte. Ha dei muri di tutto rispetto, su uno sviluppo totale di circa 2,8 km, si affrontano 4 strappi che superano abbondantemente il 12%,  l’ultimo posto appena prima del GPM. Mi convinco che se proprio devo gettare la spugna, lo farò in cima, non prima di rivedere per la seconda volta la scritta “Tetto Brianzolo”, poi si vedrà, al massimo gli ultimi 30 chilometri li farò strisciando! Dimentico lo stile e supero il primo muro, il secondo, il terrrrrzo ed infine l’uuuulltimo!! vai! ci sono! sotto la scritta “Tetto Brianzolo” stramazzo a terra, cotto ma contento… contento e molto cotto direi!

DSC03276Perdo tempo a fare foto  e mi obbligo a risalire in bici… dai, ancora 30 km e la Rando Barro al 9 gennaio sarà mia! A questo punto emerge l’esperienza che ognuno di noi si è fatto in sella ad una bicicletta. Forze azzerate, gambe di legno, cuore che non ha più voglia di battere oltre modo, riesco a macinare gli ultimi chilometri limitando al minimo le dispersioni di energia, sfrutto quelle ultime risorse di “voglia di pedalare” che solo chi pratica sport di fatica impara a conoscere ed a farsele amiche, risorse preziose che fanno la differenza tra un successo ed un fallimento.

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A -5 da casa però tutto sparisce, il dolore, i crampi, la voglia di una doccia vengono messi da parte lasciando spazio alla goduria di queste ultime pedalate dedicate alla bella pedalata fatta in un giorno qualunque di gennaio. 100 km con una media da Rookie delle due ruote, che importa! è stata un’uscita che mi sono goduto perché mi ha fatto soffrire, e tanto direi ! pazzesco?! forse… io la chiamerei:

FOTTUTA PASSIONE PER LE DUE RUOTE!

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