6 Aprile 2016 – Frontaliers 200k

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Con una serie di sensazioni negative che mi perseguitano da inizio anno, e la pessima uscita alla Martesana Van Vlaanderen di sabato scorso, ho rischiato di entrare in un vortice di brutti pensieri che stava per intaccare il mio Credo per le biciclette.

Per questo, ma anche per onorare l’ormai tradizionale uscita mensile infrasettimanale, ho deciso di approfondire ancora una volta cosa mi stesse accadendo, un ulteriore riscontro sulla mia condizione fisico/mentale.

Il percorso era abbastanza semplice, raggiunto Lecco avrei costeggiato il Lago sino a Bellagio. Da qui traghetto su Menaggio e poi tre alternative, verso Como se fossi arrivato a Bellagio già in riserva, su Porlezza per il giro del lago di Lugano, o verso Argegno per risalire prima la Val d’Intelvi e poi giù in Val Mara a salutare Giovanni.

Giovanni, avvisato del mio passaggio, ha pensato bene di aggregarsi proponendomi un programma che non si poteva rifiutare, punto d’incontro Cernobbio per poi entrare in Svizzera e puntare salite e salitelle sparse nella terra di mezzo tra Canton Ticino e varesotto, un giro a petali, dove ogni singolo petalo rappresentava una salita, con la possibilità, se solo ci fossimo trovati in un impasse, di evitarne uno o più senza compromettere il giro.

Alle 8:30 siamo seduti in un Caffè nei pressi dell’Aero Club Como, io in bici da Cusano, Giovanni grazie al passaggio delle Ferrovie svizzere.

Due chiacchiere ma poi via in sella per l’avventura di oggi. Prima rampa di giornata a Pobbia direzione Novazzano, un chilometro e mezzo per scaldare la gamba dopo la colazione. Discesa e breve piano sino a Rancate dove inizia la salita verso Meride, piccolo paesino adagiato sull’altopiano ai piedi del Monte S.Giorgio, massiccio che obbliga il lago di Lugano a disegnare i due rami d’acqua, un lato ad oriente verso Riva San Vitale, e l’altro alla sua sinistra, dove si affaccia Porto Ceresio.

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Anche se la giornata fatica ad aprirsi, il clima più che mite fa si che si pedali senza soffrire il freddo, anzi, era meglio presentarsi con qualcosa di più leggero, siamo ormai nel pieno della primavera e se anche dovessimo salire di quota non credo che le temperature si irrigidiscano più di tanto.

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A Meride pausa caffè, la piccola piazzetta circondata da case in sassi ci convince che una sosta qui è un piacere anche per gli occhi, non solo per le gambe…

Rientrati in Italia dalla Dogana di Saltrio, recuperiamo il Lago a Porto Ceresio per pedalare al suo fianco sino a raggiungere Ponte Tresa, sede del nostro ristoro. Mancano alcuni minuti a mezzogiorno, decidiamo comunque di fermarci e mettere qualcosa sotto i denti, non vogliamo soffrire la fame durante l’ascesa verso Alto Malcantore, 13 chilometri di salita con 550 mds. Un paio di panini, una birra solo l’ideale, il caffè e poi di nuovo in sella per rientrare in Ticino.

All’attacco della salita, appena sotto il comune di Pura, il Sole rompe gli indugi e si affaccia deciso sopra di noi. Per quanto mi riguarda sono piacevolmente sorpreso da come girano le gambe, non so bene cosa stia accadendo, se la giornata particolare, la compagnia, il percorso, oppure il gran telaio che oggi mi accompagna … sta di fatto che più pedalo, più prende forza l’idea di chiudere il giro in sella a questo cavallo di razza, anche se questo significherebbe sfiorare i 200 chilometri e condividere gli ultimi 40 km con un traffico di pendolari ignoranti ed irrispettosi dei ciclisti… ma se la situazione è questa, ben vengano gli ingorghi sulla via di casa!

La salita per Alto Malcantone mi ricorda i tapponi del Tour de France, salite infinite con pendenze mai proibitive, adatte a bestioni come noi. Ci sono pochi tornanti, forse un paio, il resto dell’ascesa si sviluppa sul fianco del Monte Lema, sfiorando i paesi di Curio, Miglieglia, Breno, Fescoggia,  sino al GPM di Alto Malcantone.

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Il passo è costante, lontani dalle auto, ci godiamo appieno il paesaggio boschivo che ci circonda. Arrivati ad Arosio, pit-stop alla fontana al lato della strada per rabbocco della borraccia e per prepararci ad uno dei tratti più incredibili che abbia mai percorso, 20 tornanti in meno di 2 chilometri, uno spettacolo, soprattutto se affrontati in discesa come stiamo per fare noi oggi. Le foto qui sono d’obbligo, a turno scegliamo l’angolo più opportuno per immortalare il passaggio dell’altro nel modo migliore, un set naturale per un servizio super!

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Finito, purtroppo, questo vero e proprio cavatappi, sostiamo un paio di minuti a lato strada per decidere il da farsi, a sinistra per l’ultimo petalo, oppure a destra per avvicinarci a Lugano e poi seguire la via verso casa?

L’idea di affrontare ancora una salita è in parte respinta dall’adrenalina ancora in circolo per questa discesa dai mille tornanti, pensare di non trovare qualcosa di pari o meglio di fatto condanna l’ultimo petalo a rimanere sulla carta… meglio girare le bici direzione casa e rimandare l’appuntamento con l’ultima salita alla prima occasione che si presenterà, quando, magari, oltre all’ultimo anello di questo giro, si vorrà affrontare questi incredibili tornanti in senso opposto.

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Dopo il passaggio obbligato per Lugano, gli ultimi chilometri verso Maroggia sono in totale relax. Giovanni insiste per accompagnarmi a casa in auto, io sono sempre più convinto che ho nelle gambe questi sessanta chilometri per rientrare a Cusano. E così faccio, convinco il Socio a lasciarmi andare solo, con la promessa che se mi fossi trovato in difficoltà avrei chiamato o avrei preso il primo treno diretto a Milano.

Durante la discesa verso Chiasso decido di rientrare da Cantù anziché da Tavernerio, è parecchio che non passo da quelle parti. Pur avendo qualche timore per il caos che incontrerò sulla salita della Napoleona e nel primo tratto della Canturina, sarò però nella giusta direzione per far visita a Doriano. Voglio passare dal quartier generale Bixxis per due motivi, il primo; rispettare la promessa di mostrare loro la bici montata, secondo; chiedere conferma se le grandiose sensazioni di oggi sono provocate dal “telaio su misura”, per me un’esperienza nuova dopo anni di adattamento.

Prima però devo arrivare a Seregno… una volta rientrato in Italia, dal valico di Maslianico, ho a che fare con un traffico delirante di auto, mezzi pesanti e pendolari di vario tipo, si rischia qualcosa di troppo nel condividere la strada con questi pazzi, soprattutto dopo una giornata sulle strade svizzere dove il rispetto per le due ruote è al primo posto nelle priorità degli automobilisti… in poche centinaia di metri, due Mondi opposti!

Passato il centro di Como rimanendo in scia di un Bus per sfruttarne la prepotenza, risalendo la Napoleona sul marciapiede per salvare la pelle, raggiungendo Cantù rasando il ciglio per non farmi buttare nel fosso, riesco finalmente a conquistare Seregno, giusto in tempo per scambiare due chiacchiere con Doriano. Non rimango molto in sua compagnia, inizia ad essere tardi, ci diamo appuntamento per un caffè e riparto con in tasca molte più certezze di quelle che avevo questa mattina.

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Il morale è alle stelle, il traffico mi perseguita ma sono troppo forte per scendere a compromessi con questi sfigati. Ultimo chilometro a chiodo come omaggio a questa giornata di riscatto.

Chiudo con quasi 200 chilometri e 2000 metri di dislivello… che faccio riparto?! Ho ancora un paio d’ore di luce!

 

foto @Granciclismo @MaxBigandrews

 

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10 risposte a 6 Aprile 2016 – Frontaliers 200k

  1. Sei ripartito, eccome! Il nuovo telaio, la maglia Torm Ltd Ed. in tinta (!)… E poi, scusa, ma tu vai a leggere il termometro delle tua condizione psico-fisica in un giro come quello della Martesana che, non sará il piú estremo, ma mi par di leggere con un ritmo sú e giú da fregare le gambe (e la testa) a un toro…
    E dopo la tua esperienza da organizzatore, una pausa di riflessione. Quele cose stancano, piú o forse diversamente che pedalare.
    Umilmente dal basso della mai incapacitá mi sento di dirti: vai tranquillo e concetrati solo sul goderti i giri!
    Gambe e testa sono giá ripartite…

  2. Francesco ha detto:

    Bel giro! Prima o poi devo passare pure io dalle parte dei laghi, magari una due giorni non stop. Anzi con stop.
    Ciao

    • maxbigandrews ha detto:

      Stop e spaghetti! 😜

      • Francesco ha detto:

        Forse è arrivato il momento… il 3 e 4 novembre potrei essere sulle strade del Lombardia… Ghisallo, laghi ecc…
        Nulla di certo, as usual… ma se il meteo regge parto dal mare, attraverso le Alpi e arrivo ai laghi…
        Se sei fuori in un giro infrasettimanale si può fare gruppetto…

      • maxbigandrews ha detto:

        Xchè non tentare il Demonio?! More info girodeldemonio.cc

  3. Francesco ha detto:

    Beh,per ora pensavo ad un giro più cicloturistico… magari il 17 marzo se ne riparla!
    Bonne route

  4. Francesco ha detto:

    Un passaggio dalle tue parti l’ho fatto. Purtroppo non come avrei voluto ma la foto sul Ghisallo è fatta!

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